Vertebro-Cifo Plastica

Sono tecniche per il trattamento delle fratture vertebrali con un breve tempo chirurgico che consistono nell'iniezione attraverso l'introduzione di due cannule, con tecnica percutanea e sotto controllo radiologico, di materiali radiopachi di riempimento osseo (filler) all'interno della vertebra (vertebral augmentation) anche a più livelli. La vertebroplastica prevede l'introduzione diretta di un cemento di ultima generazione ad alta viscosità o di silicone medicale che andrà a riempire la vertebra conferendole solidità ed eliminando i micro movimenti all'origine del dolore. La cifoplastica prevede l'utilizzo di un palloncino che, inserito nella vertebra, viene gonfiato e ne ripristina l'altezza creando una cavità che verrà poi riempita dal cemento o dal silicone medicale.


sito-cifo1Questi materiali dovrebbero avere caratteristiche biomeccaniche più simili possibile a quelle dell’osso.
I materiali possono essere cementi ossei o silicone medicale. Tra i cementi ossei il più usato è il polimetilmetacrilato (PMMA), una resina acrilica che durante la polimerizzazione ha una reazione esotermica ed ha un modulo di elasticità molto superiore all’osso.
Può essere classificato in base alla sua viscosità in PMMA a bassa, media ed alta viscosità. I cementi ad alta viscosità riducono il rischio di fughe (stravaso) del cemento.
Il silicone medicale è un nuovo polimero a base di silicone senza reazione esotermica e con modulo di elasticità minore del PMMA e quindi più vicino a quello dell’osso.
L'introduzione di questi materiali determina una stabilizzazione meccanica delle microfratture vertebrali che sono all’origine della sintomatologia dolorosa. Il paziente può alzarsi dopo poche ore dall'intervento e ritornare rapidamente alla normale attività quotidiana.

Le fratture vertebrali possono essere di natura osteoporotica, post-traumatica (fratture stabili tipo A secondo la classificazione di Magerl) secondarie a neoplasie vertebrali primarie (neoplasie ematologiche come mieloma multiplo, linfoma ed emangioma vertebrale) o secondarie (metastasi  con lesioni litiche).
Le più frequenti fratture sono quelle osteoporotiche legate ad una osteoporosi primaria o secondaria in seguito a terapia cronica cortisonica, insufficienza renale cronica, o prolungata immobilizzazione.
L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da una progressiva perdita quantitativa e qualitativa del tessuto osseo che diventa più fragile aumentando i rischi di frattura anche per traumi lievi. In Italia una donna su tre ed un uomo su dieci di età superiore ai 50 anni ne soffrono.


 
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Figura1: frattura di L2 trattata con cifoplastica
 


 
Figura2: frattura di D8-D9 trattata con vertebroplastica.
 

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N.B. Queste informazioni sono di carattere generale e non sostituiscono in ogni modo la diagnosi e le indicazioni al trattamento che devono essere gestite dal medico specialista.


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